Il bicchiere pieno

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foto: “one glass of water” di Oliver Degabriele

Durante una conferenza sulla gestione dello stress, il docente alzò un bicchiere pieno d’acqua e chiese "Quanto pesa questo bicchiere?"
Le risposte variarono tra i 20 e i 500 grammi.

Il docente rispose "Il peso assoluto non ha importanza. Dipende da quanto provi a tenerlo in mano. Se lo tengo per un minuto, non è un problema. Se lo tengo per un ora, avrò un fastidio al braccio destro. Se lo tengo per un giorno, dovrete chiamare un’ambulanza. In ogni caso, il peso è lo stesso, ma più a lungo lo tengo, più diventa pesante."

"Ed è la stessa cosa con la gestione dello stress." continuò, "Se ci portiamo sempre addosso i nostri problemi, prima o poi, con l’aumentare del peso del nostro fardello, non saremo più in grado di andare avanti."

"Come per il bicchiere d’acqua, ogni tanto devi metterlo giù e riposare prima di tenerlo ancora. Quando siamo riposati, possiamo portare avanti i nostri pesi."

"Quindi, prima di tornare a casa questa sera, liberatevi del peso del lavoro. Lo riprenderete domani. Quale che sia il peso che vi state portando dietro adesso, mettetelo giù un attimo se potete."

Traduzione piu o meno letterale da PositivityBlog

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Il Vuoto

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foto: “Rapeseed Square” di swisscan

Quello del vuoto è un esercizio che faccio spesso: è l’ideale per uscire da un momento di stress o agitazione, ricaricare le batterie e schiarirsi la testa.

E’ diverso dalla meditazione classica in quanto, invece di concentrare il pensiero verso qualcosa di molto specifico, l’obiettivo è quello di non pensare a niente, di concentrarsi, appunto, sul vuoto. Tecnicamente dovrebbe chiamarsi meditazione ricettiva, ma io preferisco semplicemente chiamarlo il vuoto 🙂 .

Eccolo in sette punti:

  1. Scegli un posto tranquillo
  2. Mettiti in una posizione comoda, preferibilmente seduto
  3. Chiudi gli occhi
  4. Rilassa poco alla volta tutti i muscoli. Parti da quelli del viso e scendi alle braccia, pancia, schiena e gambe
  5. Abbandona ogni pensiero cosciente. Se proprio non riesci a non pensare a nulla, concentrati sul tuo respiro
  6. Cerca di abbassare un poco la frequenza del tuo respiro
  7. Rimani in questo stato di assoluta pace e tranquillità per un paio di minuti (non ci sono comunque limiti di tempo)

Il punto cruciale per riuscire veramente a svuotare la mente è forse il più banale: rilassare i muscoli del viso. Spesso non ce ne rendiamo conto, ma in qualsiasi momento il nostro volto riflette esattamente il nostro stato d’animo. Non è un caso che possiamo capire lo stato d’animo di ogni altra persona semplicemente guardandola in faccia per pochi istanti.

Lo stesso concetto vale anche al contrario: è molto più facile allinearsi verso lo stato d’animo desiderato (felice, triste, arrabbiato, sereno… ) “mimando” l’espressione che avremmo se fossimo appunto felici, tristi, arrabbiati o sereni. Provate ad esempio a fare una faccia imbronciata ed allo stesso tempo ricordare un evento piacevole: sarà difficilissimo!
Questo si estende ovviamente anche a tutto il resto del corpo. Un esempio: vuoi sentirti più sicuro di te? Tenere la pancia in dentro, il petto in fuori e la testa alta è indispensabile!

Ma ritorniamo al vuoto. La cosa migliore di questo esercizio è che, con un po’ di allenamento, è possibile “richiamare” il vuoto in qualsiasi momento della giornata ed in qualsiasi luogo, anche senza chiudere gli occhi (e senza perdere il contatto con il mondo esterno! )

Una volta imbrigliato il vuoto, dominare sensazioni spiacevoli come paura, ansia, la rabbia è molto più facile. E’ come avere a disposizione una dose di serenità ogni volta che ne sentiamo il bisogno.