Citazione del giorno #3

Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione di movimento, quando in realtà son fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

– Ray Bradbury, in “Fahrenheit 451

Fahrenheit 451 è un libro stupendo, consigliato a tutti!

Fa pensare come le problematiche sollevate da un libro scritto nel 1951 (quasi 60 anni fa!) siano oggi ancora più attuali di allora.

Per correre, devi gettare le stampelle

 

[Stampelle]

door, clay walls, and crutches by Jess J

Lo scorso sabato ho avuto una delle serate più divertenti della mia vita.

Una di quelle rare occasioni nelle quali hai la possibilità di creare tante di nuove amicizie e di “connettere” con persone che fino a qualche minuto prima erano dei perfetti sconosciuti.

Una di quelle serate nelle quali le cose non vanno secondo i piani ma alla fine era meglio così (sembra tanto il verso di una canzone di Vasco 🙂 ).

Una di quelle esperienze che ti fanno sentire vivo per la prima volta dopo tanto tempo.

Tanti sono stati i momenti memorabili e a volta incredibili che si sono succeduti nelle poche ore comprese tra sabato sera e domenica mattina, ma non avrebbe senso discuterne qui. Quello che invece mi sento di sottolineare come punto chiave della serata è il fatto che sono uscito senza il mio gruppo di amici.

E nonostante non conoscessi praticamente nessuno, invece di comportarmi come “quel ragazzo timido e riservato” (caratteristiche che credevo fossero mie innate e immodificabili), posso dire senza falsa modestia di essere stato certamente tra le persone più amichevoli, simpatiche ed espansive del gruppo che mi sono trovato a “capitanare”.

E’ stato solo nei giorni successivi, mentre raccontavo ai miei amici tutti i dettagli della serata, che mi sono reso conto di quanto la loro mancanza mi abbia obbligato ad esprimere tutto il carattere ed il carisma che non sapevo nemmeno di avere.

Quando mi sono trovato a non poter contare su personalità più forti di me da utilizzare come “stampella sociale“, ecco che la mia stessa personalità ha naturalmente ricoperto il ruolo che ho sempre delegato ad altri.

In effetti non è la prima volta che capita. Ricordo ancora con immenso piacere una vacanza che ho trascorso da solo in un paese estero: doveva essere una vacanza con un amico, ma a causa di un imprevisto dell’ultimo momento mi sono trovato a partire da solo.

Inutile dire che è stata una delle più belle esperienze della mia vita, nella quale ho avuto la possibilità di stringere nuove amicizie (alcune delle quali durano ancora oggi) e di provare a me stesso il mio valore di uomo.

Morale della favola: Per correre, bisogna imparare a fare a meno delle stampelle. All’inizio sembra scomodo e forse anche un po’ spaventoso, ma nel giro di poco tempo ci troveremo a chiederci come abbiamo fatto a vivere per tanto tempo senza mai correre.

Morale #2: Essere da solo non significa assolutamente essere solo 🙂