Addio 2010, benvenuto 2011!

Molte persone hanno l’abitudine, all’inizio dell’anno nuovo, di formulare un elenco di buoni propositi per i prossimi 365 giorni. Vorrei unirmi anche io a questo gruppo.

Ma prima, vorrei dare una veloce occhiata a ciò che è successo nello scorso anno, in modo da chiudere mentalmente dietro di me la porta col numero 2010.

Il 2010 è stato per me un anno di luci ed ombre.
E’ iniziato con uno strascico di malinconia e anche un po’ di apatia che mi portavo dietro dal 2009. Strascico che è durato per molto, troppo tempo.

Poi finalmente, la decisione di uscire di casa e trasferirmi da solo. Una decisione che avrei dovuto prendere anni fa. Una delle migliori scelte che abbia mai fatto, questa singola azione ha scatenato il cambiamento di cui avevo un disperato bisogno. Posso dire di essere oggi una persona molto più matura e sicura di quella che ero solo 6 mesi fa.
Sono successe molte altre cose che mi hanno portato a crescere, ma sono sinceramente convinto che uscire di casa sia stato il “catalizzatore” che ha permesso a queste situazioni di esistere.

Direi quindi che il bilancio dell’anno passato è positivo, specialmente considerando come le cose sono andate via via migliorando.

Ed ora, dopo aver parlato del passato, passiamo al futuro.

I miei propositi nascono principalmente da quella che è la mia aspirazione per il prossimo decennio, o forse per il resto della mia vita: diventare una persona migliore. O meglio, avvicinarmi sempre di più al me stesso ideale.

Eh già, il me stesso ideale. Un concetto necessariamente astratto e mutevole. Un obiettivo  in continuo movimento. E’ dal confronto tra questo essere perfetto e la persona che sono attualmente che derivo i miei propositi per quest’anno.

Nel vangelo, Gesù ci insegna che “Nessuno può servire due padroni”. Non sono cattolico, ma  sono perfettamente d’accordo con questa affermazione. Sotto questa luce, mi piace definire un singolo obiettivo principale ed una serie di obiettivi secondari, che dettagliano uno o più percorsi verso il primo.

Il mio obiettivo fondamentale per il 2011 è semplice: dedicarmi alle relazioni interpersonali.
Si tratta di un’area della mia vita che ho trascurato per troppo tempo, e adesso è proprio arrivato il momento di prendere il timone in mano e ritornare in rotta.

L’obiettivo è abbastanza ampio da meritare un piano, un percorso che mi aiuti a raggiungerlo. Questi sono i sotto-obiettivi in ordine sparso:

  • Fare ogni giorno qualcosa che mi spaventa. Ho perso troppe occasioni perché ero troppo spaventato o insicuro. E’ arrivato il momento di iniziare a rischiare.
  • Viaggiare, preferibilmente da solo. Il viaggio è l’esperienza che più di ogni altra ti apre la mente e ti fa crescere le palle. Specialmente se fatto da solo.  Non è necessario passare un mese in Messico, bastano diversi week-end in giro per gli ostelli di tutta Europa.
  • Raddoppiare il numero di amici su Facebook. Per alcuni, il numero di amici su FB è un vanto, da sbandierare alla prima occasione. Per me, ha semplicemente il vantaggio di essere un’unità di progresso facilmente misurabile. L’unica regola è aggiungere solo persone che conosco di persona e non via rete!
  • Trovare nuovi circoli sociali. Che sia attraverso corsi di cucina o di ballo, associazioni di volontariato o sportive o quant’altro poco importa. L’importante è conoscere gente nuova.
  • Riprendere le amicizie trascurate. E’ importante trovare nuovi circoli sociali, ma forse anche quelli vecchi hanno ancora molto da dare.
  • Continuare a scrivere su questo blog. Magari divento famoso 🙂 Sicuramente per me è un grande aiuto per cristallizzare i miei pensieri.
  • Aumentare la frequenza e la qualità dei miei rapporti con l’altro sesso. No, non intendo solo i rapporti sessuali 🙂
  • Migliorare il mio aspetto fisico. Questo comprende una dieta più sana ed equilibrata, iscrivermi finalmente in palestra, ma anche prestare più attenzione all’abbigliamento ed in genere prendere più cura della mia immagine.

Ed infine:

  • Divertirmi, sempre. La vita è fatta per essere goduta, non sopportata!

Termino questo lunghissimo post con la frase che mi ronzava in testa la mattina del 1 gennaio, appena sveglio:
Quest’anno è il mio turno di essere felice!