Come “Il Gioco” ha fatto di me una persona migliore

image La storia inizia qualche anno fa.

Girovagando in rete, nella speranza di migliorare il mio inglese, decisi di scaricarmi qualche audiolibro in lingua originale (L’audiolibro è un formato molto popolare nei paesi anglosassoni ma pressoché sconosciuto qui in Italia. Per chi non sapesse cosa sia, ci sono maggiori informazioni qui). Mi imbattei in due titoli che sembravano interessanti:

  • The 4 hour workweek, di Tim Ferris (Inglese, Italiano), un libro molto interessante, del quale parlerò in futuro e
  • The Game, di Neil Strauss (Inglese, Italiano )

Diligentemente ascoltai tutto 4HWW, a volte aiutandomi con la versione PDF per comprendere bene il tutto. The Game, invece, rimase dimenticato in qualche cartella del mio hard disk per diversi mesi, fino al fatidico giorno nel quale ritrovandolo per caso aggiunsi i file MP3 alla mia playlist.

Una storia intrigante

Il libro è il racconto autobiografico di alcuni anni di vita di Neil Strauss, giornalista per il magazine americano Rolling Stones.
Inizia raccontandoci come, seguendo per un anno il tour dei Motley Crue e lavorando gomito a gomito con le celebri rock star, l’autore abbia ricevuto un totale di un bacio: da Tommy Lee ubriaco.

La realizzazione bruciante che neanche avendo a disposizione migliaia di “groupies” era riuscito ad avere una relazione con una donna, lo spinge quindi sulla rete, nei gruppi di discussione e nei forum, per cercare di capire che cosa aveva di sbagliato. Finché non si imbatte nel gruppo di discussione di “Mystery”, un guru della seduzione che elargisce la propria saggezza ad una manciata di lettori. O, come si definisce egli stesso, un Pick Up Artist, o PUA (in italiano potrebbe essere Artista Del Rimorchio).

Mystery sostiene che l’approccio al gentil sesso deve essere considerato alla stregua di un gioco, dove per vincere la partita basta avere la strategia corretta. E in ogni caso, perdere non è mai una  tragedia, ci sono tante altre partite da giocare!

Il libro continua poi descrivendo il percorso che porta un autore impacciato e anche un po’ sfigato a diventare egli stesso un Pick Up Artist di enorme successo.

Galvanizzato dalla lettura, decisi quindi di mettermi al computer e cercare questa Seduction Community nella rete. Magari esisteva veramente, e non si trattava solo dell’invenzione di uno scrittore americano. Beh, con felicità scoprii che non solo esisteva veramente una comunità di gente proprio come me che cercava di migliorare il proprio approccio al mondo femminile, ma che si trattava di un ambiente veramente interessante, fertile di idee e tollerante verso i newbies.

Inutile dire che i gruppi di discussione e i blog dei vari PUA sono diventati da quel giorno parte del mio quotidiano. Mentre l’uomo medio legge le news del giorno sul sito del corriere (o la gazzetta, o qualsiasi altro giornale), le mie pause caffé e tempi morti sono riempiti dalla saggezza dei membri della Seduction Community.

Un mondo inaspettato

Ma di cosa parlano questi curiosi personaggi? Frasi magiche che fanno cadere le mutandine alle signore? Tecniche di ipnosi al limite del legale?

Beh, non proprio. La prima, dura lezione che aspetta l’apprendista seduttore è che non esistono pillole magiche o tecniche infallibili. Nemmeno i più quotati PUA hanno un successo del 100%. Ma non per questo bisogna scoraggiarsi.

Una delle prime cose che apprendiamo è che il gioco viene diviso in due principali settori: l’outer game e l’inner game.

L’outer game è la parte più visibile e facile da capire. Si tratta di tutta la “tecnica”, dall’approccio al caffè della mattina dopo. Che cosa dire, che argomenti proporre, come approcciare un gruppo di sconosciute, come isolare la “preda” dalle amiche o dagli amici per riuscire il giusto livello di intimità. Come toccare, dove toccare, quando toccare, quanto toccare. Esistono una marea di guide, a pagamento e non. La più famosa si chiama “Magic Bullets”, e vale veramente la pena di darle un’occhiata. E’ stata scritta dai seguaci di Mystery, come evoluzione delle tecniche professate dal PUA protagonista di The Game.
Altri si affidano alla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) e la sbandierano come la panacea di tutti i mali.
L’outer game quindi non è nient’altro che una serie di attrezzi che il seduttore deve imparare a maneggiare per riuscire a destreggiarsi nelle varie situazioni.

Discorso diverso per l’inner game. Se lo scopo dell’outer game è cambiare le nostre azioni per ottenere risultati migliori, lo scopo dell’inner game è cambiare il nostro modo di vedere le cose per cambiare le nostre azioni.
Faccio un esempio. Molte delle tecniche dell’outer game funzionano perché ci portano ad imitare passo-passo come un uomo con una smisurata fiducia in sé stesso si comporterebbe in una data situazione (in questo caso, rimorchiare 🙂 ). La funzione dell’inner game invece è quella di aiutare lo studente a raggiungere “naturalmente” uno stato di alta fiducia in sé stesso. In questo modo, si possono abbandonare le tecniche e si può invece affidare semplicemente all’istinto.
Contrariamente all’outer game, non esiste una guida definitiva all’inner game. La motivazione è facilmente comprensibile: l’inner game compete ad un campo di studio che fa scervellare da migliaia di anni filosofi e, più recentemente, psicologi e sociologi. Finché non avremo capito perfettamente come funziona il cervello umano, non potremo scrivere una guida definitiva. E chissà, forse neanche allora.

Sia chiaro, non sto sostenendo che l’inner game sia superiore all’outer game, anzi. Specialmente all’inizio, fa comodo avere una serie di attrezzi da utilizzare al momento del bisogno. E anche chi ha una certa esperienza gode della “rete di sicurezza” offerta da un solido outer game.
Inoltre, per chi arriva da una situazione di bassa autostima, i risultati ottenuti tramite la pratica dell’outer game sono fondamentali per aumentare la fiducia in sé stesso.

In ogni caso, una cosa è certa: il mondo della Seduction Community offre strumenti veramente utili a qualsiasi uomo che abbia lo scopo di migliorare sé stesso.  A volte si tratta di consigli pratici, altre volte invece sono spunti di riflessione anche filosofici.

Molto del materiale che scrivo qui origina proprio da questo viaggio che ho deciso di intraprendere, alla scoperta di me stesso, delle dinamiche sociali e della relazione tra me e gli altri.

Sono soddisfazioni

Commento di un amico durante una chiacchierata recente:

Massimo rispetto! Si vede proprio che sei cambiato tantissimo in questi mesi!

Proprio le parole che avevo bisogno di sentire per soddisfare il mio immenso ego 🙂