Delusion Damage: Una semplice regola spiega tutto il comportamento umano

[In questa serie, pubblico la traduzione in Italiano di alcuni articoli del sito Delusion Damage. Hanno cambiato la mia vita ed il mio modo di pensare, spero possano essere una lettura interessante anche per voi!]

Macchine per la sopravvivenza e la riproduzione – ecco cosa siamo.

Fin dall’inizio della vita sulla terra, alcune forme di vita si dimostrarono migliori di altre a sopravvivere e riprodursi, e queste forme di vita sono fiorite. Quelle che non erano altrettanto brave a sopravvivere e riprodursi persero la competizione per le risorse limitate e morirono.

Per sua natura la vita cerca sempre di espandersi e moltiplicarsi finché non viene limitata da qualcosa. Quel qualcosa è solitamente una risorsa finita:  gli uccelli che mangiano pesci possono moltiplicarsi solo fino a quando ci sono abbastanza pesci da mangiare, per esempio. Ogni forma di vita è limitata da una risorsa, tranne per quelle forme di vita che sono limitate da qualcos’altro prima che si scontrino con una scarsità di risorse. I nostri animali domestici per esempio non sono limitati dalla quantità di cibo presente in casa, ma dal fatto che controlliamo attivamente con quale frequenza si riproducono.

La maggior parte delle risorse, storicamente, è stata oggetto di competizione da parte di diverse specie. Quello che succede è che, se una di queste specie è più brava a sopravvivere e riprodursi dell’altra, gradualmente aumenta di numero fino a quando riesce a sottrarre la totalità della risorsa all’altra specie, che muore. Questo processo, chiamato selezione naturale, plasma il mondo a propria immagine: ogni specie che sopravvive oggi è naturalmente equipaggiata e favorita a sopravvivere e riprodursi, e a non sprecare energia per altro.

Anche noi siamo macchine da riproduzione e sopravvivenza. La coincidenza è che, mentre sviluppavamo modi migliori per seguire la nostra natura, abbiamo prodotto cose come la civilizzazione, la filosofia ed internet come effetti collaterali della nostra naturale inclinazione a sopravvivere e riprodurci. Da un punto di vista evoluzionario, il fatto che noi umani abbiamo sviluppato cervelli più potenti per creare tutto questo è stato un autogol. La civilizzazione ci ha fatto inquinare la Terra e costruire armi che un giorno forse useremo per annientare la nostra stessa specie. La filosofia ci ha costretto a farci domande sui nostri impulsi, a diminuire lo sforzo istintivo a sopravvivere e riprodurci e a cercare invece la felicità.

Per me e te, tuttavia, funziona. Come individui umani, non ci preoccupiamo del futuro della specie. Se il genere umano si estingue in mille o un milione di anni, non farà molta differenza nelle nostre vite. Tutto ciò che ci importa è essere felici mentre siamo qui.

L’evoluzione ci ha plasmati per stare nel meccanismo di sopravvivenza e riproduzione (S&R), lavorare per il prossimo obiettivo che migliorerà la nostra performance di S&R, e non essere mai contenti in modo permanente dei risultati ottenuti. L’organismo che sopravvive e si riproduce al meglio è quello che non smette mai di lavorare a questi obiettivi.

Ecco perché inseguire i nostri desideri naturali è un’illusione che non ci renderà mai felici. C’è chi sostiene che “seguire i nostri istinti” e “fidarci del nostro intuito” è sempre giusto, ma è abbastanza ovvio che si tratta di una dannosa illusione. Questo perché è virtualmente garantito che così facendo non troveremo mai la felicità. Invece troveremo tanta infelicità, che è parte fondamentale dei nostri istinti che ci spingono a propagare la specie.

L’autoinganno è parte integrante della nostra psicologia. In modo da diventare le più efficienti macchine da S&R possibile, la natura ci nasconde la semplice verità che ciò che vogliamo fare non è ciò che ci porterà la felicità. I nostri cervelli ci devono illudere in per farci comportare in maniere che sono dannose a noi stessi in modo da propagare la specie. E’ sempre più difficile riconoscere questi comportamenti autodistruttivi in noi stessi che negli altri, e il nostro meccanismo integrato di autoinganno ha un ruolo importante nel nasconderceli. Spesso finiamo per pensare che vogliamo ciò che vogliamo perché ci renderà felici.

Ogni emozione, ogni desiderio, ogni parte del corpo e ogni funzione che abbiamo, ce l’abbiamo perché nella storia della nostra specie ci ha aiutato a sopravvivere e/o riprodurci meglio, o è nata come effetto collaterale di qualche altra funzione che lo ha fatto. Qualsiasi cosa che non lavorasse verso questo obiettivo sarebbe stata un peso inutile dal punto di vista evoluzionario e sarebbe sparita grazie alla selezione naturale.

E’ sempre da qui che dovremmo partire quando cerchiamo di capire noi stessi e gli altri. Tutti i nostri comportamenti sono il risultato di impulsi progettati per farci riprodurre e sopravvivere meglio. Tutte le cose che vogliamo istintivamente: cibo, acqua, sonno, amici, sesso, status sociale, oggetti utili – hanno tutte valore dal punto di vista di S&R, o almeno lo avevano quando l’intera razza umana viveva in piccole tribù tra i 200.000 e i 20.000 anni fa. L’evoluzione è lenta, e non ci può rendere adatti alle condizioni moderne in soli 20mila anni. Siamo ancora in balia degli istinti che ci avrebbero aiutato a sopravvivere e riprodurci nelle tribù preistoriche.

La nostra specie è divisa in due generi: maschile e femminile. Entrambi hanno abilità e disabilità diverse. Il maschio è meglio equipaggiato per cacciare il cibo e difendere contro i predatori, ma non può fare figli. La femmina può generare figli ma non è molto ben equipaggiata per cacciare e combattere i predatori, specialmente durante la gravidanza. I due sessi possono sopravvivere e riprodursi soltanto se sono in cooperazione, con il maschio che scambia un po’ del proprio valore di sopravvivenza per un po’ del valore di riproduzione della femmina e viceversa.

Come conseguenza delle differenze nei nostri corpi, uomini e donne hanno anche differenti strategie ottimali di S&R, che hanno plasmato istinti e facoltà mentali diverse per ognuno. Alcuni istinti sono gli stessi per entrambi: dormire, mangiare, non fare a botte con i leoni, ecc., ma molti altri, specialmente quelli legati alla riproduzione, sono diversi. La strategia ottimale per il maschio è quella di fecondare il maggior numero di femmine possibili, mentre per queste ultime la strategia ottimale consiste nel farsi fecondare solo dal maschio i cui geni hanno il maggior valore di S&R per la generazione successiva, e allo stesso tempo ricavare dal maschio la maggior quantità di risorse possibili per avere cura dei figli – questi maschi ovviamente non devono essere necessariamente gli stessi che l’hanno fecondata.

Nell’ambiente naturale della nostra specie umana, la savana africana, dove le tribù vivono ancora alla stessa maniera dei nostri antenati preistorici, le strategie riproduttive del maschio e della femmina sono sempre in conflitto. Questo conflitto di interesse tra il fecondatore e la fecondata ci ha portato a sviluppare molti meccanismi mentali per ottenere il meglio dalle nostre controparti, e questi istinti sono ancora vivi e vegeti oggi, portando avanti lo sforzo che è scherzosamente conosciuto come la “guerra dei sessi”.

I nostri differenti istinti riflettono le differenze tra le strategie riproduttive maschili e femminili, e le nostre diverse facoltà mentali e modi di pensare riflettono le diverse esigenze e sfide che i nostri antenati preistorici affrontavano per sopravvivere e riprodursi.

Molte persone rifiutano il fatto che siamo tutti macchine per la sopravvivenza e la riproduzione perché pensano significhi che ogni persona è egoista e desidera solo ciò che è meglio per sé. Questa è solo una parte della verità, però. Ogni persona ha anche il desiderio naturale di aiutare gli altri quando farlo non richiede un sacrificio troppo grande. Questo perché le persone che aiutavano sopravvivevano meglio di chi non lo faceva. Nessuna persona è buona o cattiva, ognuno di noi ha in sé la spinta ad aiutare noi stessi e la spinta ad aiutare gli altri.

Quale di queste spinte domini il nostro comportamento dipende dalle circostanze. Se ci troviamo in una situazione “win/lose”, dove l’unica maniera per ottenere il risultato che desideriamo è fare del male agli altri, lo faremo. Se invece ci troviamo in una situazione “win/win”, dove possiamo cooperare con gli altri per raggiungere il risultato desiderato, questo è quello che finirà per accadere.

La domanda da un milione di dollari è, ovviamente, come possiamo discriminare in quale situazione ci troviamo. A volte è solo una o l’altra, ma la maggior parte delle situazioni può essere vista in entrambi i modi, a seconda di come le consideriamo. Puoi scegliere di risolvere i tuoi problemi in maniera distruttiva (win/lose) dove scegli di vedere gli altri come nemici da eliminare, oppure in maniera costruttiva (win/win), dove scegli di vedere gli altri come alleati con i quali cooperare.

Dalle soluzioni distruttive nascono conflitti, animosità e nemici. Dalle soluzioni costruttive invece nascono unità, pace ed amici. A parità di condizioni, la soluzione costruttiva è sempre preferibile, e infatti di solito utilizziamo soluzioni distruttive solo quando crediamo che una soluzione costruttiva non è possibile. A volte questa idea è corretta, ma molte altre volte è semplicemente un’illusione che ci danneggia portando inutili conflitti e nemici nelle nostre vite.

Il punto è che noi tutti vogliamo la stessa cosa: vivere le nostre vite con felicità e soddisfazione. Se possiamo trovare un modo per farlo in maniera costruttiva, otteniamo quella che viene chiamata un’utopia. Se non possiamo, otteniamo il conflitto e l’infelicità tipici delle azioni distruttive.

Forse una parte di quelle sofferenze è davvero inevitabile, ma la grande maggioranza è semplicemente danno da illusione che nasce dalla scelta delle persone di affidarsi a soluzioni distruttive al posto che costruttive, che darebbero beneficio sia a loro che ai “nemici” percepiti e renderebbero questi nemici degli amici. Ogni volta che ci troviamo in una situazione del genere, tutto ciò che dobbiamo fare per migliorarla è informare queste persone su quale modalità di azione è più utile, e questi tenderanno naturalmente a sceglierla.

Finisce qui la parte introduttiva agli articoli Delusion Damage. Nei prossimi tre articoli di questo mini-corso, andremo a scoprire le tre più grandi illusioni che causano enormi problemi nella nostra vita di tutti i giorni: una è personale, una è interpersonale e l’ultima è sociale.

[Articolo originale: One Simple Rule Explains All Emotions And Behavior.]

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13 thoughts on “Delusion Damage: Una semplice regola spiega tutto il comportamento umano

  1. Pingback: Delusion Damage: Ottenere quello che vuoi non ti renderà felice | Alla scoperta di me

  2. Pingback: Delusion Damage: Cosa succede veramente tra uomini e donne | Alla scoperta di me

  3. Complimenti per la traduzione… è davvero interessante. Tornerò prestissimo, anche perché vorrei leggere tutto quel che hai tradotto… è molto veritiero… non l’avevo mai vista sotto questo punto di vista… vederlo scritto così, in maniera così logica mi dà davvero parecchio da pensare. Grazie

  4. Pingback: Best seller di Amazon per il 2012: 50 sfumature di “ve l’avevo detto io” | Alla scoperta di me

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