Best seller di Amazon per il 2012: 50 sfumature di “ve l’avevo detto io”

E’ appena uscita su Amazon la classifica dei best seller per il 2012.

Al primo posto, cinquanta sfumature di grigio, al terzo cinquanta sfumature di rosso e al quarto cinquanta sfumature di nero.

Lasciando perdere la qualità (infima, mi dicono) dei romanzi della James, mi diverte pensare che i libri più letti dalle nostre conterranee sono romanzi pseudo-porno dove la protagonista viene maltrattata e sottomessa in tutto e per tutto dall’eccitantissimo maschio alfa protagonista. Come volevasi dimostrare, le leggi dell’attrazione sono abbastanza inflessibili nel farci danzare al loro ritmo.

Adesso voglio proprio vedere come le femministe razionalizzeranno questa cosa 😉 Alla faccia del rapporto paritario!

Citazione del giorno #5

Datemi dieci minuti per parlar via la mia brutta faccia e porterò a letto la regina di Francia!

– Voltaire

(tradotta dall’inglese “Give me ten minutes to talk away my ugly face and I’ll bed the Queen of France“)

Beati noi uomini che possiamo permetterci di essere bruttarelli 🙂

Delusion Damage: Cosa succede veramente tra uomini e donne

[In questa serie, pubblico la traduzione in Italiano di alcuni articoli del sito Delusion Damage. Hanno cambiato la mia vita ed il mio modo di pensare, spero possano essere una lettura interessante anche per voi!]

Come abbiamo spiegato in precedenza, la specie umana è divisa in due diversi generi, maschile e femminile, entrambi provvisti di differenze nel funzionamento dei propri corpi, menti ed istinti. Differenze dovute principalmente alle diverse sfide che abbiamo dovuto affrontare nel nostro passato evolutivo. Ricorderai anche che ogni parte di noi è costruita principalmente per facilitare la sopravvivenza e riproduzione, e che questa è la prima direttiva che motiva tutto il nostro comportamento.

Essere umani, costruiti con progetti vecchi 50mila anni, nel nostro mondo moderno causa importanti cambiamenti nel nostro comportamento. Ovviamente, non andiamo a caccia armati di lance e non ci mettiamo a raccogliere radici e frutta per sfamarci. La parte di “sopravvivenza” della nostra missione istintiva è per lo più soddisfatta. Andiamo al supermercato due volte la settimana, compriamo del cibo, lo portiamo nelle nostre caverne super-tecnologiche che ci fanno stare caldi e comodi indipendentemente dal tempo meteorologico, e mangiamo e dormiamo sotto la protezione della società contro predatori umani o animali. Raramente capita che la sopravvivenza di un moderno occidentale possa venire messa in discussione.

Ovviamente, tutto ciò richiede del denaro, e la maggior parte di noi lavora per ottenerlo. Siamo abituati a pensare che lavoriamo per sopravvivere, ma questo non è strettamente vero. Con, diciamo, 10.000€ l’anno, una persona in salute può sopravvivere perfettamente. Infatti, lo standard di vita che ci possiamo permettere con questi soldi sarebbe considerato opulento dalla maggior parte dei nostri antenati. La maggior parte di noi dovrebbe lavorare solo per una piccola frazione del tempo che usiamo adesso per sopravvivere.

Perché allora ci ostiniamo a lavorare così duro se non per la nostra sopravvivenza? Per la nostra riproduzione, ovviamente. Le molte ragioni che le persone trovano per giustificare le proprie scelte di carriera possono sembrare varie, ma possono essere quasi completamente definite in due categorie. Quella rara è che si sceglie di lavorare più dello stretto necessario semplicemente per il piacere di farlo. In altre parole, perché gli istinti interpretano il lavoro come avente valore di S&R anche se magari non ne ha.

Nell’altra condizione, molto più comune, le persone fanno lavori che non amano particolarmente per più tempo dello stretto necessario, e se gli chiedi perché, ti daranno una moltitudine di motivi. Alcuni sono riconducibili all’idea che tramite il lavoro possano ottenere qualcosa che li renderà felici (un’idea veramente da riconsiderare),  mentre gli altri motivi tendono ad essere più o meno collegati al successo riproduttivo. Le persone lavorano duro per permettere una “buona vita” ai propri figli, per ottenere posizioni di comando o di prestigio in modo da avere più potere o “status” sociale, per permettersi stili di vita opulenti ben al di là dei propri bisogni, o semplicemente per conformarsi all’idea della nostra società che dice che devi lavorare duro.

Provvedere per la propria prole è di ovvio interesse per la riproduzione e non richiede una maggiore spiegazione. Posizioni distinte, di comando o di fama cadono tutte nelle categorie di potere e status sociale. Gli stili di vita opulenti servono, certo, parzialmente per il comfort, ma raramente una persona lavorerebbe 80 ore la settimana leggendo documenti legali o altro solo per comprare una bella casa dove spendere la mezzora di tempo libero che avrà di sera. Una motivazione molto più importante per comprare la bella casa o la macchina sportiva o il campo da golf privato è, ancora, lo status sociale che le altre persone ti riconosceranno per i tuoi possedimenti. Conformare alle aspettative della società ti fa guadagnare l’approvazione delle altre persone, che è un’altra forma di status sociale.

Alla fine, è tutta una questione di potere e status sociale, che sono poi la stessa cosa. Il potere ti dà status sociale e lo status sociale ti dà potere: sono forme diverse della stessa moneta, come le banconote e le carte di credito. Che cosa, allora, rende lo status sociale così dannatamente desiderabile e rilevante dal punto di vista della riproduzione? La risposta è molto semplice.

Le donne sono attratte dai segni di status sociale negli uomini.

Di tutte le caratteristiche che un uomo può esibire, quelle che segnalano un alto status sociale sono le più attraenti per le donne. E’ per questo che essere ricco ed essere famoso possono avere effetti simili sul successo con le donne di un uomo: sono entrambe forme diverse della stessa cosa, potere o status sociale. Attirare le donne significa successo riproduttivo per un uomo, ed è questa la motivazione istintuale che si nasconde dietro molte delle conquiste del genere umano: l’hanno fatto per il sesso. Gli uomini sono costruiti per desiderare il successo perché il successo genera status che a sua volta genera sesso. Questa è anche la ragione per cui la maggior parte delle figure storiche importanti sono di sesso maschile. Non è verosimile che tutti gli uomini del mondo hanno in qualche modo cospirato sin dall’alba dei tempi per “opprimere” le donne e non lasciare che fossero figure storiche importanti, come suggerisce l’ideologia tipica della misandrìa, così come non è verosimile che tutte le donne siano fisicamente incapaci di fare qualcosa di significativo, come suggerisce l’ideologia misogina. Entrambe queste idee sono ridicole. La vera spiegazione è semplice: le donne non hanno la spinta istintuale di fare straordinari sacrifici per realizzare qualcosa di notevole in modo da ottenerne del sesso. Le donne non devono realizzare nulla per ottenere il sesso, esso è sempre loro disponibile gratuitamente a causa dello sbilancio dei costi nelle strategie di riproduzione tra uomini e donne.

Perché, allora, anche le donne lavorano duro e si battono per ottenere status sociale? La spiegazione che lo fanno per attirare gli uomini di qualità migliore sembra facile ed allettante, e a volte questo può essere effettivamente il motivo “cosciente” dietro queste scelte, ma non è una valida strategia di riproduzione. Perché?

Perché gli uomini non sono attratti dai segni di status sociale nelle donne.

Molte donne lavorano duro tutta la vita per fare carriera e non riescono a capire perché non riescono a fare in modo che un uomo di alto status si impegni con loro. La risposta è che stanno affrontando il problema nel verso sbagliato. Stanno proiettando ciò che attrae la loro mente femminile sulla mente maschile, ma il meccanismo maschile per l’attrazione sessuale è, per ragioni evolutive, diverso da quello femminile. Ricorda, il ruolo naturale del maschio è quello di provvedere alla sopravvivenza mentre il ruolo naturale della femmina è quello di provvedere alla riproduzione. E’ per questo che le donne sono attratte dallo segni di status negli uomini mentre questi ultimi non ne sono attratti.

Gli uomini sono attratti dai segni di fertilità nelle donne.

Ecco perché la giovane stagista col corpicino sodo va a letto col presidente. L’alto status di lui attrae lei, e l’alta fertilità di lei attrae lui. E’ fatta. Non importa quanto potere abbia la moglie di lui, è comunque molto meno fertile ed i suoi istinti lo sanno.

C’è ovviamente un’altra ragione per cui le persone cercano disperatamente di ottenere status sociale, e ne abbiamo parlato prima: l’ego. Sin dall’infanzia ci hanno insegnato a credere che non possiamo essere felici senza una ragione logica da usare per convincere gli altri che siamo almeno altrettanto bravi. Lo status sociale è il candidato ideale come il tipo di cosa che può alimentare l’ego. Ovviamente, imparare a costruire autentica fiducia in sé stessi e ad essere felici indipendentemente dalle circostanze è un’alternativa molto più salutare e meno complicata che cercare di pompare l’ego con lo status sociale.

Questo lascia le necessità riproduttive come l’unica ragione per rincorrere lo status sociale. Come abbiamo detto, esso non funziona per le donne perché il loro status sociale non attira gli uomini, ne deduciamo quindi che l’idea di doverlo rincorrere per necessità riproduttive da parte di una donna è un’illusione ed ella non fa altro che danneggiarsi comportandosi così. Per gli uomini invece funziona, ma è difficile e doloroso e c’è un’alternativa molto, molto più facile. Rincorrere le donne alla maniera difficile, quando si conosce l’alternativa più semplice ed efficace è pazzia. L’illusione che lo status sociale sia indispensabile per attirare le donne causa danni incalcolabili in una miriade di forme, che discuteremo meglio più tardi. Per adesso, diamo uno sguardo all’alternativa migliore:

Ti ricordi cosa attira le donne? E’ lo status sociale? No. Sono i segni di status sociale. Questi segni sono largamente comportamentali, e questi comportamenti, che colloquialmente chiamiamo “gioco“, possono essere imparati. Imparare a comportarsi come un uomo di alto status attrae le donne esattamente come avere l’alto status ed è molto, molto più facile. E’ “imbrogliare”? Forse un po’. Certamente non lo è più che truccarsi, indossare reggiseni “push up” e tutte le altre cose che le donne fanno per sembrare più fertili ed attraenti. E chi stiamo imbrogliando, in ogni caso? Solo il processo di selezione naturale. E sinceramente, il processo di selezione naturale viene preso a calci in culo tutti i giorni da contraccettivi, aborti, trattamenti per la fertilità, dal welfare e da una miriade di altri prodotti della civiltà. In aggiunta, come esseri umani, non siamo interessati alla selezione naturale tanto quanto ci interessa la nostra felicità, quindi questo conflitto non esiste proprio. Lasciamo che le donne si rendano il più attraenti possibili e che gli uomini si comportino nel modo più attraente. Quanto più il nostro ambiente è pieno di persone attraenti, tanto più diventa divertente viverci.

Se ci deve essere competizione sessuale, facciamo che sia di un tipo che non sia così dispendioso, doloroso e dannoso come lo è la catena lavoro-soldi-potere che lega molte persone ed i loro sforzi. Lasciamo che le persone aumentino la propria attrattività nel modo più facile e meno dannoso che possiamo trovare.

Molto di ciò che le persone fanno nel poco tempo che rimane dopo il lavoro è fatto per interesse riproduttivo. Le persone si allenano in palestra, spendono ore truccandosi e vestendosi in costumi selezionati con cura, svolgono attività ed esercitano le proprie abilità per far colpo sugli altri, e si ritrovano in vari tipi di “mercati delle carni” per mostrare i loro beni e cercare potenziali partner. Se facciamo qualsiasi cosa che non aumenta il nostro potenziare riproduttivo, o che non viene fatto nell’idea sbagliata che aumenterà il nostro potenziale riproduttivo, è di solito qualche passatempo leggero che scegliamo perché siamo troppo stanchi per fare altro. Guardiamo la TV, giochiamo ai videogiochi, perdiamo tempo su internet… Aspettiamo fino al momento in cui le richieste delle nostre illusorie strategie di riproduzione vengono a farci pressione di nuovo.

Perché così tanti di noi sono così illusi nei loro tentativi di seguire i propri istinti riproduttivi? Come nel caso dell’azienda che si assicura di non risolvere mai i tuoi problemi, la risposta dipende dalle persone che vogliono farti lavorare duro in modo da massimizzare il proprio profitto finanziario. I soldi sono la risposta. La pubblicità e la cultura popolare ti dicono che devi guadagnare sempre più soldi che ti porteranno status sociale, e che puoi spendere per cose che a loro volta ti porteranno status sociale. Status che, ti vogliono far credere, è la migliore e unica strada verso la soddisfazione dei tuoi istinti riproduttivi.

Questo messaggio funziona in modo abbastanza naturale sugli uomini, che sono già naturalmente predisposti a procacciarsi status sociale. Non funzionava però molto bene sulle donne, e questo non piaceva agli speculatori che non erano soddisfatti di ottenere profitto solo da metà della popolazione. Avevano bisogno di fare in modo che anche le donne lavorassero duro per ottenere status sociale e, nel corso dell’ultimo secolo, hanno impiegato una strategia che si è dimostrata piuttosto efficace.

All’inizio del secolo scorso, alcuni tra i più ricchi imprenditori del tempo, tra i più ricchi uomini della storia fino ad allora, uomini che avevano fatto la propria fortuna in gran parte utilizzando pratiche finanziarie predatorie e distruttive che avrebbero causato la caduta del mercato azionario nel 1929 e la Grande Depressione, utilizzarono le proprie risorse per inventare uno schema che invitasse anche le donne nei loro meccanismi.

Finanziarono il più grande sforzo nella storia umana per inculcare idee illusorie alle donne. Idee che avrebbero causato grandi danno non solo nelle vite delle donne che ci avrebbero creduto, ma nelle vite di ogni uomo e donna della società, illusioni che nel corso del secolo a venire avrebbero portato la nostra civilizzazione sull’orlo del collasso. Che sapessero o meno quali sarebbero stati i risultati delle proprie azioni è discutibile, ma questo è ciò che fecero per guadagnare ancora più soldi:

Questi uomini ricchi e potenti fondarono un movimento che sosteneva – preparatevi a ridere – di contrastare il regno degli uomini e promuovere uguaglianza tra tutte le genti. Il movimento femminista riuscì a far credere alle donne che erano mentalmente uguali agli uomini, che avrebbero dovuto volere le stesse cose che gli uomini volevano, e che qualsiasi infelicità avessero nelle proprie vite fosse causata dal non avere ciò che gli uomini avevano e, nello specifico, che questa colpa fosse da addossare agli stessi uomini che avevano intorno – i loro padri, mariti, fratelli e figli – che, secondo le femministe, avrebbero “oppresso” le donne durante tutta la storia umana e non avrebbero quindi permesso loro di ottenere la felicità.

Sembra difficile credere che una serie tale di evidenti menzogne ed impossibilità logiche sia riuscita ad ottenere il favore della popolazione come è successo, ma questo dimostra come, con abbastanza soldi e pubblicità, puoi far credere alla gente quello che vuoi. Finanziato dai soldi degli uomini potenti, il movimento che sosteneva di combattere il potere maschile ottenne costantemente potere. Abolì leggi che riconoscevano la differenza tra uomini e donne, e creò un’atmosfera culturale dove il semplice sostenere che ci possono essere differenze tra uomini e donne viene immediatamente penalizzato in termini di status sociale.

Creò nuove leggi ed attitudini culturali per avvantaggiare le donne in quelle aree dove gli uomini avevano un vantaggio, e lasciare intatte quelle aree di legge e cultura che favorivano le donne agli uomini. Se  il femminismo fosse mai stato per l’uguaglianza, non si sarebbe mai chiamato “il movimento delle donne”. L’uguaglianza era solo il loro specchio per le allodole. Il singolo obiettivo del femminismo è quello di dare più potere alle donne. Non ci sarà mai una discussione all’interno del movimento dove si decida che l’uguaglianza è stata raggiunta e che è tempo di diminuire la fame di potere, perché l’intera ideologia del femminismo è basata su un’ideologia distruttiva di conflitto. Questa ideologia è basata su un’idea di “oppressione” che deve essere “combattuta”, e come ogni guerra questa non è finita finché un lato non ha tutto il potere e l’altro è stato sconfitto.

Anche le femministe di oggi credono che la loro infelicità è causata dagli uomini che le “opprimono” e le “rendono” infelici, che è un’idea illusoria sia per il semplice motivo che abbiamo menzionato qui, che per la ragione totalmente differente eppure egualmente corretta di cui abbiamo parlato qui. In aggiunta, credono che ciò di cui hanno bisogno per raggiungere la felicità è di prendere il potere dalle mani degli uomini in modo da essere loro ad utilizzarlo. Questa è un’illusione che incorpora diverse altre illusioni, in primis che possono ottenere la felicità tramite l’acquisizione, in secondo luogo che ciò che funziona per gli uomini funziona anche per le donne, ed in terzo luogo che ottenere il potere “funzioni” del tutto per gli uomini.

Convincendosi che sono in una “battaglia” e che vengono “colpite” da un “nemico” che deve essere “combattuto“, le femministe si rendono costantemente arrabbiate, condizione che le allontana ancora di più dal loro obiettivo di felicità. E’ molto difficile essere insieme arrabbiata e felice.

Il movimento femminista è condannato ad essere costituito principalmente da donne arrabbiate, infelici, affamate di potere, che non ottengono mai il risultato che cercano perché lo stanno inseguendo in una maniera completamente illusoria che non riflette la realtà. E’ difficile essere felice per una femminista, o essere femminista per una donna felice. Le due condizioni si respingono a vicenda perché una è costruita intorno all’accettazione la natura della realtà mentre l’altra è costruita sul suo rifiuto.

Se l’unico danno causato dall’ideologia femminista fosse limitato al gruppo di persone che ci credono, la situazione non sarebbe poi così grave. Ma ahimè, tutto condiziona tutto il resto ed il danno del femminismo ci condiziona tutti. Le leggi illusorie e attitudini culturali che le femministe sono riuscite a promuovere abusano e confondono continuamente innumerevoli persone che avrebbero il potenziale di vivere vite felici. Le donne lavorano duro e così facendo non riescono ad attirare gli uomini, gli uomini cercano di mettersi più in contatto con il proprio “lato femminile” per essere più appetibili alle donne e così facendo perdono qualsiasi comportamento attraente avessero in partenza. Alle donne viene insegnato che devono sentirsi inorridite ogni volta che vengono spontaneamente toccate da un uomo, e gli uomini vengono condannati per “molestie sessuali” causate dal trattare le proprie conoscenze femminili allo stesso modo in cui hanno sempre trattato quelle maschili – che è esattamente ciò che le femministe gli hanno detto che dovrebbero fare.

Davvero, la sofferenza creata nelle interazioni tra uomini e donne dalle illusioni femministe è incommensurabile. Ma i danni non si fermano qui. Le leggi femministe che prendono da chi lavora, produce e sostiene la civiltà e danno a chi non fa altro che lamentarsi stanno portando velocemente la nostra società alla bancarotta. La produzione è disincentivata e il pigro lamentarsi è incentivato. Ciò che vediamo accadere attorno a noi oggi è che le persone, ovviamente, diventano sempre meno vogliose di essere membri utili della società e cercano il più possibile di campare sulle spalle dei poveri stupidi che credono che l’unica soluzione sia lavorare. Il fascino del crimine cresce tra i delusi aspiranti lavoratori, l’animosità cresce tra i sessi, la sicurezza del nostro ambiente diminuisce per tutti noi, e giorno dopo giorno, il mondo diventa un posto peggiore dove vivere.

Se sembra che stia improvvisamente dicendo che le persone devono lavorare duro alle proprie carriere, lasciatemi chiarire: l’incredibile mole di lavoro che viene svolto nella nostra società serve solo a coprire l’incredibile livello di consumo, che serve solo a supportare le illusioni di cui abbiamo parlato prima. La società in cui viviamo è costruita su queste illusioni e collasserebbe senza il ciclo di consumo e lavoro. I programmi del diritto femminista che rendono il lavoro meno attraente contribuiscono direttamente al crollo della nostra società, senza offrire alcuna soluzione al problema che stanno contribuendo a creare. Il femminismo non è l’unica causa del declino della società occidentale, ma è un fattore importante nel creare ed aggravare un problema al quale non può fornire una soluzione, nel contempo rifiutandosi di ammettere ogni responsabilità.

Una donna che scopre la verità a proposito della propria ricerca di status sociale e riduce la propria quantità di lavoro ai livelli necessari per la sopravvivenza, e un uomo che impara “il gioco” e fa lo stesso, stanno riducendo il proprio consumo in proporzione con la riduzione della propria produzione, e smettono quindi di contribuire al violento collasso della società per contribuire invece ad una controllata discesa del ciclo di consumo. Questo processo è intrinsecamente bilanciato. Anche se ogni uomo e donna facessero così, staremmo più o meno bene. Ma, in un sistema che punisce chi produce e premia chi non lo fa, non è bilanciato. In questo sistema, essere un produttore è sempre svantaggioso e presto la produzione diminuirà al di sotto dei livelli necessari a sostenere il sistema, e il sistema collasserà. Questo è il tipo di sistema che il femminismo ha creato a partire dalla nostra società, e in questo momento siamo testimoni del collasso che sta gradualmente accelerando, e questo è veramente una brutta notizia per tutti noi.

Qual’è, allora, la risposta?

Cosa dobbiamo cercare di salvare della nostra società, e come?

Una volta che realizziamo che il ciclo del consumo non serve a niente, non per essere felici, non per essere attraenti, siamo pronti a liquidare la malata ed illusa forma di organizzazione sociale che serve a supportarlo. Una volta capito che non possiamo condonare programmi di diritti sbilanciati che disincentivano e alla fine uccidono la stessa produzione da cui dipendono, si manifesta il bisogno di un sistema migliore per provvedere alle necessità di chi non può badare a se stesso.

Sembra un problema difficile da risolvere?

Beh, non è compito nostro – è stato già risolto per noi. La soluzione è disponibile da quasi quarant’anni, ed è tempo che ognuno di noi la impari…

[Articolo originale: What’s Really Going On Between Men and Women.]

“E’ bellissima”

Ah, essere l’unico single in una compagnia di amici fidanzati.

L’altra sera esco con una coppia di amici, li chiameremo Paolo e Francesca.

“Dai, vieni con noi alla festa della birra, che ci divertiamo” mi dice lui al telefono. “E poi ci sono in giro anche le colleghe della Fra (che fa l’infermiera, ndr.)”

Detto fatto, in tempo zero sono lavato, sbarbato, vestito e pronto a giocare una bella partita con quelche sexy-infermierina.

Arriviamo alla festa, ci sediamo ad un tavolo a caso e cominciamo a chiacchierare del più e del meno tra un boccale di birra e un panino con la salamella, mentre sul palco il gruppo comincia a suonare vari gloriosi classici del rock: Pink Floyd, Deep Purple, Hendrix.

Inevitabilmente, la conversazione arriva al punto saliente: “Fra, ma quando arrivano le tue amiche?” chiedo. “Appena staccano dal lavoro ci raggiungono” mi fa lei, e poi aggiuge: “E c’è anche la Giulia, la mia collega preferita. E anche lei è single! E poi vedrai, è bellissima. Ha un viso dolcissimo e un carattere stupendo. Certo è un po’ sovrappeso, ma è proprio bellissima. Sicuramente la più bella del reparto!!”

Ora, io ho un paio teorie a proposito delle amiche delle ragazze degli amici, che tristemente non smettono mai di verificarsi corrette.

Punto 1, la fidanzata dell’amico ha questo tipo di rapporti di amicizia, dal più probabile al meno probabile:

  • Non ha amiche
  • Non ha amiche single
  • Non ha amiche single fighe
  • Ha amiche single, anche fighe, ma non lo saprai mai perché non te le farà mai conoscere. Nel caso improbabile che te le faccia conoscere si sentirà in dovere di informarti che quelle fighe sono proprio delle stronze, delle zoccole e trattano male tutti i ragazzi ed è meglio perderle che trovarle.

Punto 2, quando una ragazza (qualsiasi) parlandoti di una sua amica ti dice che è bellissima, simpaticissima e bravissima, al 99.9998% sta per presentarti un cesso inenarrabile.

A questo punto, dopo avere sentito cantare le lodi della bellissima Giulia per un buon quarto d’ora, penso bene di andare a procurarmi un’altra birra per avere almeno un conforto alcolico a cui aggrapparmi durante l’imminente catastrofe.

E come volevasi dimostrare, nel giro di dieci minuti viene avvistata una balena bianca all’orizzonte. E chi può essere se non la bellissima Giulia?

Una sosia di Giulia

Si, tranne l’intimo leopardato era proprio uguale.

Grazie di esistere, amata birra. Tu che sei delizioso nettare degli Dei. Tu che mi aiuti nei momenti più difficili.

A parte gli scherzi, il peggio non è stato certo conoscere la povera infermiera sovrappeso. Ci mancherebbe, nonostante il mio interesse fosse pari a zero abbiamo comunque trascorso una bella serata scherzando e ridendo in compagnia. Sono una persona a modo, io 🙂

Il peggio, dicevo, è stato a fine serata, quando dopo avere salutato la balena Giulia, Paolo e Francesca hanno voluto soddisfare la propria curiosità:

“Allora, ti piace la Giulia?” mi chiedono all’unisono.

“No.”

“Ma come no? E’ bellissima! Ha un viso stupendo! E’ in cerca di un uomo! Come fa a non piacerti???”

“Guarda, se dimagrisse di 20-30 chili magari sarebbe veramente carina. Ma così com’è, proprio non ci siamo. E poi ha 34 anni… se non è dimagrita fino ad oggi, mi sa che ci sono poche speranze.”

Inutile dire che sono stato processato per direttissima dal tribunale della gente perbene e che sono stato giudicato colpevole di stronzaggine e superficialità.

Dovrei accontentarmi, mi dicono. Magari è grassa solo perché è sola e una volta fidanzata dimagrirebbe.  E poi è così dolce e brava. Certo è un po’ sovrappeso. Certo è più vecchia di te. Ma sei perfetto tu?

Fosse stata la prima volte che mi trovavo in una situazione del genere, avrei speso un sacco di tempo provando a spiegare che chi si accontenta non gode. Che una persona così sovrappeso ha dei problemi gravi anche a livello psicologico oltre che fisico. Che è naturale che gli uomini diano più importanza all’aspetto fisico. Che solo la settimana prima mi avevano visto assieme ad una gran bella figa.

Ma sono stanco di ripetere sempre le stesse cose a chi non mi vuole ascoltare perché ha ragione. Mi sono limitato a rispondere con un “Beh, a me non piace, punto.”. E grazie a Dio poi abbiamo cambiato argomento.

Come “Il Gioco” ha fatto di me una persona migliore

image La storia inizia qualche anno fa.

Girovagando in rete, nella speranza di migliorare il mio inglese, decisi di scaricarmi qualche audiolibro in lingua originale (L’audiolibro è un formato molto popolare nei paesi anglosassoni ma pressoché sconosciuto qui in Italia. Per chi non sapesse cosa sia, ci sono maggiori informazioni qui). Mi imbattei in due titoli che sembravano interessanti:

  • The 4 hour workweek, di Tim Ferris (Inglese, Italiano), un libro molto interessante, del quale parlerò in futuro e
  • The Game, di Neil Strauss (Inglese, Italiano )

Diligentemente ascoltai tutto 4HWW, a volte aiutandomi con la versione PDF per comprendere bene il tutto. The Game, invece, rimase dimenticato in qualche cartella del mio hard disk per diversi mesi, fino al fatidico giorno nel quale ritrovandolo per caso aggiunsi i file MP3 alla mia playlist.

Una storia intrigante

Il libro è il racconto autobiografico di alcuni anni di vita di Neil Strauss, giornalista per il magazine americano Rolling Stones.
Inizia raccontandoci come, seguendo per un anno il tour dei Motley Crue e lavorando gomito a gomito con le celebri rock star, l’autore abbia ricevuto un totale di un bacio: da Tommy Lee ubriaco.

La realizzazione bruciante che neanche avendo a disposizione migliaia di “groupies” era riuscito ad avere una relazione con una donna, lo spinge quindi sulla rete, nei gruppi di discussione e nei forum, per cercare di capire che cosa aveva di sbagliato. Finché non si imbatte nel gruppo di discussione di “Mystery”, un guru della seduzione che elargisce la propria saggezza ad una manciata di lettori. O, come si definisce egli stesso, un Pick Up Artist, o PUA (in italiano potrebbe essere Artista Del Rimorchio).

Mystery sostiene che l’approccio al gentil sesso deve essere considerato alla stregua di un gioco, dove per vincere la partita basta avere la strategia corretta. E in ogni caso, perdere non è mai una  tragedia, ci sono tante altre partite da giocare!

Il libro continua poi descrivendo il percorso che porta un autore impacciato e anche un po’ sfigato a diventare egli stesso un Pick Up Artist di enorme successo.

Galvanizzato dalla lettura, decisi quindi di mettermi al computer e cercare questa Seduction Community nella rete. Magari esisteva veramente, e non si trattava solo dell’invenzione di uno scrittore americano. Beh, con felicità scoprii che non solo esisteva veramente una comunità di gente proprio come me che cercava di migliorare il proprio approccio al mondo femminile, ma che si trattava di un ambiente veramente interessante, fertile di idee e tollerante verso i newbies.

Inutile dire che i gruppi di discussione e i blog dei vari PUA sono diventati da quel giorno parte del mio quotidiano. Mentre l’uomo medio legge le news del giorno sul sito del corriere (o la gazzetta, o qualsiasi altro giornale), le mie pause caffé e tempi morti sono riempiti dalla saggezza dei membri della Seduction Community.

Un mondo inaspettato

Ma di cosa parlano questi curiosi personaggi? Frasi magiche che fanno cadere le mutandine alle signore? Tecniche di ipnosi al limite del legale?

Beh, non proprio. La prima, dura lezione che aspetta l’apprendista seduttore è che non esistono pillole magiche o tecniche infallibili. Nemmeno i più quotati PUA hanno un successo del 100%. Ma non per questo bisogna scoraggiarsi.

Una delle prime cose che apprendiamo è che il gioco viene diviso in due principali settori: l’outer game e l’inner game.

L’outer game è la parte più visibile e facile da capire. Si tratta di tutta la “tecnica”, dall’approccio al caffè della mattina dopo. Che cosa dire, che argomenti proporre, come approcciare un gruppo di sconosciute, come isolare la “preda” dalle amiche o dagli amici per riuscire il giusto livello di intimità. Come toccare, dove toccare, quando toccare, quanto toccare. Esistono una marea di guide, a pagamento e non. La più famosa si chiama “Magic Bullets”, e vale veramente la pena di darle un’occhiata. E’ stata scritta dai seguaci di Mystery, come evoluzione delle tecniche professate dal PUA protagonista di The Game.
Altri si affidano alla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) e la sbandierano come la panacea di tutti i mali.
L’outer game quindi non è nient’altro che una serie di attrezzi che il seduttore deve imparare a maneggiare per riuscire a destreggiarsi nelle varie situazioni.

Discorso diverso per l’inner game. Se lo scopo dell’outer game è cambiare le nostre azioni per ottenere risultati migliori, lo scopo dell’inner game è cambiare il nostro modo di vedere le cose per cambiare le nostre azioni.
Faccio un esempio. Molte delle tecniche dell’outer game funzionano perché ci portano ad imitare passo-passo come un uomo con una smisurata fiducia in sé stesso si comporterebbe in una data situazione (in questo caso, rimorchiare 🙂 ). La funzione dell’inner game invece è quella di aiutare lo studente a raggiungere “naturalmente” uno stato di alta fiducia in sé stesso. In questo modo, si possono abbandonare le tecniche e si può invece affidare semplicemente all’istinto.
Contrariamente all’outer game, non esiste una guida definitiva all’inner game. La motivazione è facilmente comprensibile: l’inner game compete ad un campo di studio che fa scervellare da migliaia di anni filosofi e, più recentemente, psicologi e sociologi. Finché non avremo capito perfettamente come funziona il cervello umano, non potremo scrivere una guida definitiva. E chissà, forse neanche allora.

Sia chiaro, non sto sostenendo che l’inner game sia superiore all’outer game, anzi. Specialmente all’inizio, fa comodo avere una serie di attrezzi da utilizzare al momento del bisogno. E anche chi ha una certa esperienza gode della “rete di sicurezza” offerta da un solido outer game.
Inoltre, per chi arriva da una situazione di bassa autostima, i risultati ottenuti tramite la pratica dell’outer game sono fondamentali per aumentare la fiducia in sé stesso.

In ogni caso, una cosa è certa: il mondo della Seduction Community offre strumenti veramente utili a qualsiasi uomo che abbia lo scopo di migliorare sé stesso.  A volte si tratta di consigli pratici, altre volte invece sono spunti di riflessione anche filosofici.

Molto del materiale che scrivo qui origina proprio da questo viaggio che ho deciso di intraprendere, alla scoperta di me stesso, delle dinamiche sociali e della relazione tra me e gli altri.

In fuga

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foto: “Run” di Sandruz

"Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare."
(Seneca, da Lettere a Lucilio, lettera 71; 1975, pp. 458-459)

“So solo che non lo sopporto più” dissi mentre appoggiavo quella che qualche minuto prima era una generosa pinta di birra. “Sono stufo-stufo-stufo di lavorare. E pensare che qualche anno fa avrei fatto le carte false per avere questo posto! Invece adesso basta il pensiero di andare in ufficio per farmi scappare la voglia di scendere dal letto alla mattina!”

Dall’altra parte del tavolo, il mio migliore amico mi guardava negli occhi, senza dire niente. Poveraccio, aveva passato la serata a sorseggiare birra ed ascoltare in silenzio i miei lamenti, annuendo di tanto in tanto per dimostrare che mi stava ascoltando.

“Permettimi di farti una domanda” disse finalmente, rompendo il proprio silenzio “E’ tutta la sera che mi racconti quanto non ti piaccia la tua vita in ogni dettaglio. A questo punto sai perfettamente quello che non vuoi dalla vita. Ma ti sei mai chiesto cosa vuoi invece?”

Cominciò a girarmi la testa, e non era per la birra. Una semplice frase, una banalissima domanda aveva appena sconvolto il mio mondo.

“N-non lo so…” dissi piano “Non ho mai avuto tempo per pensarci bene…”

“Non hai mai avuto tempo? Eppure il tempo per lamentarti non ti manca!  Facciamo così, visto che il tempo adesso non ci manca, segna qui quello che vuoi dalla vita…” mi disse, porgendomi un tovagliolo di carta.

Fu così che imparai l’esercizio del desiderio.

Esercizio del desiderio

  1. Procurati una penna e un foglio di carta
  2. Trova un posto tranquillo dove pensare senza interruzioni
  3. Dividi il foglio in tre parti intitolate “Essere”, “Fare” ed “Avere”
  4. Nella sezione “Essere”, scrivi come vuoi diventare, mentalmente e fisicamente
  5. Nella sezione “Fare”, scrivi tutte le attività che desideri fare
  6. Nella sezione “Avere”, scrivi tutto ciò che vorresti possedere
  7. Adesso rileggi con calma quello che hai scritto. Se ti accorgi che manca qualcosa, aggiungilo.
  8. Quando hai finito, non buttare o nascondere il foglio ma conservalo in un posto dove lo puoi osservare quotidianamente. Attaccalo al frigorifero, o al soffitto sopra il tuo letto. Oppure incornicialo e appendilo!

Alcuni consigli:

  • Prenditi tutto il tempo che puoi per completare questo esercizio. Personalmente non credo che 5 minuti siano sufficienti: le idee piu interessanti mi sono arrivate dopo la mezzora 🙂
  • Importantissimo: non ci sono limiti di grandezza o stranezza! Vuoi diventare il nuovo presidente del consiglio? Un agente segreto alla 007? Un veterinario specializzato nella cura dei panda? Vuoi fare il giro del mondo camminando sulle mani? Hai il mio appoggio! Scrivi senza imbarazzo o modestia quello che vuoi. Ricordati, è la tua vita ed ha il diritto di desiderare quello che vuoi
  • Se ti trovi in difficoltà e non sai cosa scrivere, non ti preoccupare. Rilassati e immagina di essere in una cena a buffet. Tutto intorno a te ci sono tavoli pieni di ogni leccornia immaginabile. Puoi prendere tutto quello che vuoi senza paura di fare figuracce o di dare fastidio a qualcuno. E’ lo stesso con questo esercizio. Puoi scegliere ogni “pietanza” dal buffet della tua vita!
  • Se sei incerto su quale sezione scrivere cio’ che desideri, scrivilo su tutte. Ad esempio, se vuoi la salute, puoi scriverlo sia come “Voglio essere in salute” che “Voglio avere la salute”.
  • Questo è l’esercizio del desiderio, non l’esercizio della depressione. Se ti accorgi che stai associando ad ogni cosa che scrivi un “ma”, un “non ce la farò mai” o un “si magari, continua a sognare”, smettila di lamentarti e concentrati su quello che vuoi!
  • Ripeto ancora, non buttare o nascondere il foglio! E’ essenziale che tu veda quell’elenco tutti i giorni.